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Sonorizzazione di Immagini

Aggiornato il: 14 apr 2019


Ecco come ho sonorizzato "Guernica" del grande pittore cubista Pablo Picasso.

Qualche settimana fa sono stato contattato da un promoter che mi ha chiesto di realizzare una musica che potesse essere di grande impatto emotivo, partendo da un'immagine o da una serie di immagini toccanti. Ho deciso dunque di accettare il lavoro e di imbattermi nella sonorizzazione di "Guernica" di Picasso. Vorrei raccontarti quali sono stati i passaggi cruciali messi in atto per raccontare con la musica questo dipinto.


1. Il Quadro

Ovviamente il primo passaggio è stato quello di entrare nell'animo del dipinto. Ho letto quanto più sono riuscito a trovare sull'opera, sui simboli che la contraddistinguono, sulla tecnica pittorica usata da Picasso, sul perchè era in bianco e nero ecc. Dopo essermi documentato per bene ho scritto un breve sunto di quello che poteva essere la mia lettura dell'opera: "... Nell'opera di Picasso è come se il tempo fosse sovrapposto: nel medesimo istante assistiamo all'esplosione, alla morte, al dolore struggente per la perdita dei propri cari. L'impatto iniziale deve essere un conglomerato di violenza ed orrore ma anche di grande confusione come, nel centro del dipinto, sotto l'ipotetico triangolo centrale, fulcro dell'opera..."

Una volta finito di scrivere la "Mia visione dell'opera", l'ho condivisa con un'esperta di storia dell'arte, la Professoressa Vivian Gatto, docente e preside dell'istituto S. Maddalena di Canossa in Monza. Una volta ottenute le sue valutazioni su quanto scritto sono partito con la stesura del concept della parte musicale.


2. La Scaletta

Come forse già saprai, questo tipo di musica può essere accostata a quella che nel passato si chiamava musica a programma, ovvero un brano strumentale che, all'interno di una struttura definita, raccontava con la musica un sonetto (come nel caso delle quattro stagioni di Vivaldi), un paesaggio (Come nella sinfonia Pastorale di Beethoven) o una serie di quadri (come nella suite Quadri di un'esposizione di Modest Petrovič Musorgskij) ecc.

Bene la mia opera a programma doveva raccontare la tragedia di Guernica visto con gli occhi di Picasso.

Mi sono dunque dato un ordine di lettura dell'opera immaginandomi che lo spettatore potesse entrare nella sala del Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía a Madrid dov'è contenuta l'opera con gli occhi chiusi e ad un tratto li aprisse trovandosi davanti al mastodontico dipinto.

L'idea iniziale è quella del: "TUTTO", ovvero un'accozzaglia di corpi mutilati, urla, esplosioni...

Poi, passato lo stordimento iniziale, lo spettatore viene catturato dai personaggi che popolano il dipinto, prima il copro esanime del guerriero le cui disgrazie sono raccontate da un corno inglese e poi di nuovo uno sguardo globale a tutto il dipinto, l'attenzione in seguito viene catturata dal grande cavallo, qui impersonificato dalla sezione degli archi che usa la tecnica dello "Spiccato" per rendere il senso del galoppo, ma non di un gran bel cavallo in salute, ma il galoppo di un cavallo morente, malandato, in agonia, subito sotto al lampadario che è chiaramente il simbolo di un'esplosione fortissima e poi di nuovo un sguardo globale all'opera per inserire questi due personaggi in un contesto più globale. Ritorno di nuovo sui personaggi, questa volta più attentamente... Oltre all'assenza di vita e alla tristezza emerge l'atroce sofferenza che questi corpi hanno dovuto sopportare in particolare il corpo tra le fiamme sulla destra del dipinto. Scorrendo dalla parte opposta un bimbo... sembra stia dormendo ma la postura, ricordante quella della madonna che ha tra le braccia il Cristo deposto dalla croce, porta subito lo spettatore alla tragica realtà confermata dalle urla di dolore che sembrano uscire dal dipinto tanto sono forti, agite dalla madre che lo tiene in braccio. Il suo grido è straziante. Subito sopra di lei un toro, simbolo della spagna, ecco perchè ho citato l'inno spagnolo, ovviamente riproposto in minore per conferirne non la regalità che normalemnte avrebbe ma la drammaticità di un popolo in ginocchio. Ad un certo punto si scorge la colomba della pace, quasi sbiadita e in secondo piano che non riesce a spiccare il volo ma plana verso la morte, che ho ritratto con delle scale cromatiche discendenti, a simbolo della parabola nefasta del volatile. Di nuovo un ultimo sguardo prima di lasciare la sala ed ecco che salta all'occhio un ultimo particolare, che lo spettatore non aveva notato in principio, perchè distratto da tutta quella confusione... Un fiore! Proprio nel cuore del dipinto, in un delirio di corpi smembrati si palesa il simbolo di speranza, uan speranza che Picasso vuole inserire all'interno del suo messaggio e che permette alla mia opera di concludersi utilizzando la "Terza di Piccarda" ovvero la conclusione del brano per mezzo dell'accordo maggiore nonostante tutto il brano sia stato sviluppato in minore.


3. La produzione

Per realizzare questo lavoro, nel mio studio (www.albairatestudio.com) mi sono avvalso di quelli che ritengo essere i migliori VST instruments sul mercato, ti farò un breve elenco qualora tu voglia farti un'idea più precisa:

Archi: Berliner/ Cinematic strings/ L.A. Strings/ Vienna symphonic library/ Lumina

Legni: Berliner woodwinds/ 8dio oboe/ 8Dio Bosson

Ottoni: Cinebrass/ Sampler modeling/ Classical Brass

Percussioni: Action Strike/ True Strike/ HZP/ Damage

Pianoforte: Pearl

Nonostante il fatto che quella che sentirai tra poco NON è un'orchestra vera, a mio modesto parere credo di essere riuscito a rispecchiare le caratteristiche timbriche ed espressive degli strumenti che puoi trovare in una vera orchestra sinfonica, ma vorrei fossi tu a valutare il mio operato, qual'ora io sia riuscito ad incuriosirti nelle righe qui sopra.


4. Il brano

Dopo averti spiegato come ho realizzato questo brano mi piacerebbe che lo guardassi ascoltandolo con attenzione e, se ti va, lasciami un commento di quello che ne pensi.

Grazie per aver letto questo articolo!

Ci leggiamo settimana prossima!


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